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Ogni mondo è paese, ma il mio paese è il mio mondo.
Fernando Sparvieri

Sfogliando pagine ingiallite dal tempo, ho incontrato mio padre.
Fernando Sparvieri

Sopr'a 'na culline tra li fiure
se trove stu paese 'ncantate,
sciabbindette chi ci l'ha piantate
loche chiù belle 'n pute' truvà.
Evaristo Sparvieri


IL PRIMO SERVIZIO AUTOMOBILISTICO

di Evaristo Sparvieri


Lo sapevi che il primo servizio automobilistico nella zona del vastese è stato quello che, negli anni venti, collegava quotidianamente Palmoli con la Stazione ferroviaria di San Salvo?

Il servizio era effettuato dalla Società Automobilistica denominata la “Palmolese” con sede sociale a Palmoli.

Un “primitivo“ autobus di colore giallo, con striscia azzurra e con parafanghi esterni, percorreva la polverosa strada Provinciale Trignina, toccando anche i centri abitati di Fresagrandinaria e di Lentella, assicurando (per quei tempi) non solo un soddisfacente e quotidiano servizio postale, (che prima avveniva a giorni alterni per mezzo di una lenta carrozza tirata da cavalli) ma anche un più celere trasporto di persone che, per vari motivi dovevano “andare a prendere il treno”o che dovevano raggiungere uno dei paese toccati dal moderno mezzo di locomozione.

Viaggiare, però, con la “postale”, (così essa veniva chiamata), dato lo stato di povertà in cui versavano le popolazioni di allora, costituiva un vero lusso o un avvenimento eccezionale , in quanto, per molti anni , resistette l’abitudine ( o la necessità) di effettuare viaggi a piedi o con rudimentali e agresti mezzi di trasporto.

A San Salvo la fermata era stabilita in Corso Umberto I, all’altezza del classico e rinomato Caffè di Zio Angelo Balduzzi che, in quel periodo, rappresentava il posto centrale del Paese e, quindi di maggiore movimento e di primaria importanza.

La presenza della “Postale” che la mattina passava alle ore nove, e che nel pomeriggio ripassava alle ore sedici, costituiva per i Sansalvesi, un motivo di svago, di curiosità, di gioia e di festa, non solo per la novità che essa rappresentava, ma, principalmente per il contatto umano che, per mezzo di essa, si andava sempre più stabilendo tra le diverse popolazioni dei diversi paesi paesi dell’entroterra.

Allorché si avvicinava l’ora dell’arrivo, molti, anche sospendendo i lavori nelle botteghe, vi accorrevano a curiosare, ma la gioia più grande era dei bambini che, al momento della ripartenza, a frotte rincorrevano la “Postale” fra un nugolo di bianca polvere, fino a che la caratteristica sagoma del mezzo non si togliesse dalla loro vista, scomparendo dietro la prima curva della tortuosa strada.

La Società “Palmolese”, poi, onde rendere il servizio più efficacee più completo, modificò l’itinerario, estendendolo fino alla Città di Vasto ed alla sua stazione ferroviaria.
Da allora il nostro scalo ferroviario perse quella importanza che era riuscito ad acquisire, e di conseguenza, nella Stazione di San Salvo vennero soppresse le fermate di alcuni treni, per essere trasferite in quella di Vasto.

Evaristo Sparvieri